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Bollettino giuridico n°2 – Jobs Act atto secondo

Nuovi e ulteriori problemi per la nostra Categoria, un ulteriore passo avanti nella destrutturazione dello Statuto dei Lavoratori: arriva il DEMANSIONAMENTO PER LEGGE ! Il consiglio dei Ministri che si è tenuto l’ 11 giugno scorso ha approvato definitivamente gli schemi dei due decreti legislativi riferiti a: 1) Nuove tipologie di rapporto di lavoro; 2) Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Entrambi i decreti sono in attesa della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale per la loro entrata in vigore. Brevemente si riepilogano le principali modifiche e/o conferme intervenute anche a seguito dell’iter parlamentare effettuato. 1. Disciplina organica dei contratti di lavoro 1.1. Contratti di collaborazione a progetto • Dalla data di entrata in vigore del dlgs non potranno essere attivati nuovi contratti di collaborazione a progetto (quelli già in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza). A decorrere dal 1 gennaio 2016 alle collaborazioni personali con carattere continuativo ed eterorganizzate dal datore di lavoro si applicano le disposizioni in materia di lavoro subordinato. • Restano salve le collaborazioni regolamentate da accordi collettivi, stipulati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, che prevedono discipline specifiche BOLLETTINO GIURIDICO relative al trattamento economico e normativo, in ragione delle particolari esigenze produttive ed organizzative del relativo settore. • Dal 1° gennaio 2016 è previsto un un meccanismo di stabilizzazione dei collaboratori e dei lavoratori autonomi che hanno prestato attività lavorativa a favore dell’impresa. 1.2 Associazione in partecipazione: Abrogazione dell’associazione in partecipazione con apporto personale di lavoro da parte dell’associato 1.3 Contratto a tempo determinato: Viene specificato, ai fini del superamento dei 36 mesi che i contratti a termine devono essere stati stipulati per “mansioni di pari livello e categoria legale”. Rimane confermato che la violazione del limite del 20% di assunzioni possibili, non comporta la trasformazione a tempo indeterminato spettando al lavoratore soltanto una indennità economica che non potrà essere inferiore al 50% di una mensilità di retribuzione. 1.4 Contratto di somministrazione: Per il contratto di somministrazione a tempo indeterminato (staff leasing) si prevede un’estensione del campo di applicazione, eliminando le causali e fissando al contempo un limite percentuale all’utilizzo calcolato sul totale dei dipendenti a tempo indeterminato dell’impresa che vi fa ricorso (20%). 1.5 Contratto a chiamata: Viene confermata l’attuale modalità tecnologica, sms, di tracciabilità dell’attivazione del contratto. 1.6 Lavoro accessorio (voucher) Viene elevato il tetto dell’importo per il lavoratore fino a 7.000 euro, restando comunque nei limiti della no – tax area. Verrà introdotta una procedura di tracciabilità per evitarne l’abuso, prevedendo, da un lato, che il committente imprenditore o professionista possa acquistare il voucher solo in via telematica, dall’altro che debba comunicare preventivamente quale uso farà dei voucher, indicando il codice fiscale del lavoratore e il luogo di svolgimento della prestazione, in un arco temporale di 30 giorni. 1.7 Apprendistato Introduzione di un sistema definito “duale” attraverso l’utilizzo dell’ «apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore» – che sarà fruibile già durante il percorso scolastico alternando periodi di studio e lavoro. Il decreto prevede altresì, che possano accedere all’apprendistato, di durata massima quadriennale, anche gli studenti degli istituti scolastici statali per il conseguimento del diploma di istruzione secondaria superiore. 1.8 Part-time Lavoro supplementare e clausole elastiche o flessibili: Il datore di lavoro può chiedere al lavoratore, in assenza di previsioni del contratto collettivo nella materia, lo svolgimento di lavoro supplementare in misura comunque non superiore al 25 per cento delle ore di lavoro settimanali concordate. Il lavoratore, in presenza di giustifica ragioni può rifiutarsi. Le parti possono pattuire clausole elastiche (che consentono lo spostamento della collocazione dell’orario di lavoro) o flessibili (che consentono la variazione in aumento dell’orario di lavoro nel part-time verticale o misto) ed al lavoratore viene riconosciuta una maggiorazione omnicomprensiva della retribuzione pari al 15% per le ore di cui è variata la collocazione temporale o per quelle lavorate in più. Il rifiuto del lavoratore di concordare variazioni all’orario di lavoro pattuito non costituisce giustificato motivo di licenziamento.

Bollettino Giuridico_nr_2_2015

allegato_1_giugno_2015

allegato_2_giugno_2015

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