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Sabato 17 Giugno – Ti chiedo scusa

Ti chiedo scusa, lo so che te lo avevo promesso. Che ti avevo promesso di portarti a quella festa il 17 giugno. Proverò a tornare in tempo per far si, figlia mia, che tu possa giocare assieme ai tuoi amici. Ma questo non posso promettertelo ora. Lo so che il 17 è un sabato e che già lavoro tanto tutta la settimana, ma esistono momenti nei quali non si può stare a guardare. Non ci si può voltare dall’altra parte pensando che tanto lo farà qualcun altro.

Sei ancora piccola, hai il diritto di giocare e di avere tuo padre che gioca con te in un sabato di giugno. Ma io ho il dovere di lottare per provare a far si che tu possa crescere in un mondo migliore. Potrei parlarti di Voucher o di Referendum e provare a spiegarti cosa sta succedendo ma ti annoierei soltanto.

Ma devo andare a Roma. Ci devo andare per proteggere il tuo futuro. Perché tu possa andare anche alla prossima di festa perché tu il prossimo anno possa studiare in una scuola sicura e con insegnanti che non siano precari. Essere precario, amore mio, significa non essere in grado di avere sempre uno stipendio. Lo sai questo vero? Devo andare a Roma perché tu possa crescere ed avere la possibilità di essere ciò che vuoi in un mondo futuro nel quale tu, ma soprattutto ora NOI grandi, possiamo lavorare ed essere pagati il giusto per poterci costruire le nostre vite. Devo andare a Roma, perché non possiamo accettare che qualcuno (un Governo) possa rubarci la cosa più bella che abbiamo ovvero la libertà di decidere e scegliere. Si chiama democrazia. E’ come se nella tua classe voi compagni decideste di chiedere alla maestra di non fare più un gioco che a nessuno piace. Questo gioco viene cancellato, poi però la settimana dopo vi viene fatto fare da un’altra maestra nell’ora di ginnastica. E’ una presa in giro dici? Certo tesoro.. è una presa in giro. E’ questo che non possiamo accettare: di essere presi in giro sulla nostra libertà.

Anzi, sai cosa facciamo il 17 giugno? A Roma ci andiamo assieme e se sarai stanca ti porterò sulle spalle. Perché la libertà la possiamo difendere solo tutti assieme.

sabato 17 ti chiedo scusa

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Discussione

2 pensieri su “Sabato 17 Giugno – Ti chiedo scusa

  1. Bellissimo questo post, avete davvero colpito nel segno! Non posso che commuovermi, vedendo descritta in poche righe la mia infanzia. Da orgogliosa figlia di un papà che non ha mai saltato una manifestazione, né uno sciopero, ho sentito spesso queste parole. Ricordo, ero alle elementari, uno sciopero di moltissime ore per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici, e papà che mi diceva dispiaciuto che non avrebbe potuto comprarmi tante cose in quel periodo, che dovevamo stare attenti perché il suo salario, già non molto alto, sarebbe stato ancora più ridotto, perché è così che funziona: per le battaglie bisogna pagare un prezzo e fare sacrifici, così si dimostra che sono importanti. Quell’anno ho cambiato calligrafia, ho iniziato a scrivere in piccolo ai limiti del leggibile, perché avevo calcolato che così avrei consumato meno quaderni e meno inchiostro, e il papà avrebbe risparmiato così i soldi che “poteva usare” per far capire che le sue battaglie contavano. Non so se gli sforzi e le lotte del mio papà siano servite, nel corso degli anni, nella misura in cui lui credeva e sperava, anzi, purtroppo penso di no, dato che io mi trovo con una prospettiva di futuro peggiore rispetto alla sua. Mio papà era progressista perché guardava avanti, ma credo che ormai il progresso, così come lo intende quella che io chiamo ” la sinistra moderna e finta di quelli con la pancia piena”, sia distorto e cieco, che voglia guardare e portarci indietro, e che il vero essere progressisti, ad oggi sia essere conservatori. Non so, papà, se i quaderni e le penne colorate che non abbiamo comprato abbiano davvero fruttato di più sottoforma di lotta, ma di sicuro mi hanno dato un motivo per vivere. Ai genitori che si sentono in colpa, voglio dire, col vostro esempio date un motivo per vivere, donate un filo conduttore che aiuterà i vostri figli nelle loro scelte. La strada della vita è per tutti piena di ostacoli, bivii e deviazioni, ma i valori e il vostro impegno saranno per i vostri figli una bussola. Gli altri non ce l’hanno, questa è la nostra marcia in più, dei figli dei combattenti!

    Pubblicato da Deborah | 8 giugno 2017, 23:32
    • Grazie mille Deborah. Noi che ci sentiamo “in colpa” continueremo a lottare e resistere. Sarà un altro piccolo pezzo di strada che riusciremo a costruire

      Pubblicato da admin | 12 giugno 2017, 09:42

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