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Frammenti di storie

pezzo123

L’orario di lavoro

Erano mesi che non riuscivo più a dormire bene. Pur di racimolare qualche euro in più infatti mi coricavo direttamente vicino il PC, sotto la scrivania. La moquette non era il massimo dell’igiene ma almeno riparava un po’ dal freddo e attenuava il dolore. Appena mi sdraiavo e chiudevo gli occhi, nonostante le voci, il suono delle dita sulla tastiera, le luci perennemente accese ed il rumore dei passi intorno alla testa, cominciavano a scorrere davanti i miei occhi chiusi le immagini delle righe di processo che avevo programmato nelle precedenti 12 ore, senza sosta e senza pausa…  continua a leggere:

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